La colpa che non dovresti sentire

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Esiste un momento che molti figli conoscono, anche se raramente lo dicono ad alta voce. È il momento in cui pensi: forse sarebbe meglio per lei vivere in una residenza — e subito dopo arriva il senso di colpa.

Come se quella riflessione fosse già un tradimento.

Ma vale la pena fermarsi un secondo e chiedersi: da dove viene questo senso di colpa? Non viene dai fatti. Viene dal significato che la nostra cultura ha attribuito a quella scelta. Per generazioni ci è stato detto, in mille modi diversi, che occuparsi di un genitore significa tenerlo a casa. Sempre. A qualunque costo.

Il problema è che questo modello, per quanto affettuoso nelle intenzioni, a volte produce l’effetto opposto. Una persona sola tra quattro mura familiari, senza stimoli, senza compagnia, senza una giornata che abbia un senso — non è una persona protetta. È una persona che si spegne lentamente.

Scegliere una residenza per una persona autosufficiente non è rinunciare a lei. È scegliere per lei una vita più piena: nuove relazioni, una routine che dà struttura alla giornata, attività che tengono la mente sveglia e il corpo in movimento.

Il vero atto d’amore non è sempre tenere qualcuno vicino a sé. A volte è avere il coraggio di chiedersi cosa lo farebbe stare davvero bene.

A Villa Ca’ Lazzaroni, ogni ospite porta con sé la propria storia. Il nostro compito è fare in modo che quella storia continui a essere bella.

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